Manhattan ha la forma di un rettangolo allungato, il lato maggiore si distende da nord verso sud, il lato inferiore è circa un sesto di quello maggiore. Le sue dimensioni sono simili a quelle dell'isola capace di contenere tutti gli abitanti del mondo, come la descriveva Antoine de Saint-Exupéry nel piccolo principe.
Effettivamente Manhattan è questo, un mondo concentrato in un isola. In meno di una settimana ho mangiato: coreano, colombiano due volte, messicano e thailandese.
Da nord a sud corrono le Avenue, enormi strade a senso unico dotate di sei corsie, da ovest verso est puoi percorrere le Street, strade più modeste con solo tre corsie ed anche queste prevalentemente a senso unico.
Le strade hanno raramente nomi propri e più spesso sono etichettate da dei numeri. Le poche eccezioni hanno nomi celebri come Broadway o Lexington avenue.
Al centro di Manhattan c'è Central Park un'enorme area verde che ricopre circa un decimo dell'intera isola. Riuscite ad immaginarvi quanto tempo potrebbe resistere in Italia un parco di quelle dimensioni posizionato al centro dell'area potenzialmente edificabile più preziosa al mondo.
Da nord a sud corrono le Avenue, enormi strade a senso unico dotate di sei corsie, da ovest verso est puoi percorrere le Street, strade più modeste con solo tre corsie ed anche queste prevalentemente a senso unico.
Le strade hanno raramente nomi propri e più spesso sono etichettate da dei numeri. Le poche eccezioni hanno nomi celebri come Broadway o Lexington avenue.
Al centro di Manhattan c'è Central Park un'enorme area verde che ricopre circa un decimo dell'intera isola. Riuscite ad immaginarvi quanto tempo potrebbe resistere in Italia un parco di quelle dimensioni posizionato al centro dell'area potenzialmente edificabile più preziosa al mondo.
La mia principale paura nell'affrontare il viaggio era quella di trovarmi in un ambiente claustrofobico, nel quale fosse difficile scorgere il sole o guardare l'orizzonte. In realtà NYC è una città sorprendentemente luminosa, la dimensione delle strade e la loro disposizione geometrica danno l'impressione di stare in uno spazio aperto. Nonostante sia piuttosto difficile trovare palazzi con meno di 20 piani questo non ti impedisce di essere sempre illuminato dalla luce solare.
I Newyorkesi dividono Manhattan in Uptown, Midtown e Downtown.
Uptown è a nord di Central Park e puoi trovare la Columbia University ed Harlem, le street hanno numeri superiori al 90.
Con Midtown si definisce la parte centrale dell'isola dove puoi passeggiare per: Central Park, Park Avenue, il Rockefeller center e naturalmente Time Square.
Entrando nella downtown si passa per Little Italy, si prosegue per Chinatown che si sta pian piano espandendo a spese del quartiere italiano e si arriva a Wall Street. Nel cuore di downtown c'è Ground Zero. Proseguendo si raggiunge Sea Port e quindi l'oceano.
NYC è una città di mare, i suoi ponti sono famosi ed il suo monumento simbolo è posizionato per essere visto arrivando dal mare. Ve lo immaginate l'immigrante veneto all'inizio del novecento che dopo un mese di viaggio in mezzo all'oceano si trova davanti la statua della libertà?
Eppure il mare non si percepisce, in città non se ne respira l'odore e non se ne sente il rumore, nessun segnale ti fa capire di essere accanto all'oceano. Mentre scrivo queste parole mi viene alla mente ciò che un giorno mi disse un mio amico genovese:”Ma cosa volete capirne voi milanesi del mare che vi accorgete che c'è solo quando avete l'acqua alle ginocchia”.
Il primo giorno ho visitato Manhattan da solo per quasi dieci ore, alla fine della giornata stavo tornando verso casa con la metropolitana, un po' per la stanchezza dovuta alla camminata ed un po' perché per dieci ore mi sono trovato a scambiare solo poche parole occasionali e neanche nella mia lingua, mi sentivo un po' triste e leggermente preoccupato. Stava sorgendo in me la paura di non riuscire ad integrarmi in questa enorme città. I miei pensieri sono stati disturbati dall'ingresso nella mia carrozza di quattro uomini di colore dalla mole imponente, dal fare minaccioso e dallo sguardo vagamente truce. Guardo i miei vicini per capire se c'è da mettersi sull'attenti e percepisco una certa tensione, ad un certo punto uno dei quattro urla ”Ok men, Let's go” e tirando fuori dalla gola una voce baritonale talmente roca da graffiarti lo stomaco comincia a cantare “Stand by me”, gli altri tre lo seguono facendo la seconda voce ed accompagnandolo con dei soavi gorgheggi.
I quattro percorrono l'intero vagone in fila indiana continuando a cantare, muovendosi ballando e sorridendo in modo incredibilmente infantile. Alla fine dell'esibizione l'intero vagone è esploso in un applauso.
Mentre li vedevo scendere cantando ed ancheggiando mi sono sorpreso a sculettare a tempo con loro.
Evidentemente non c'era proprio nulla di cui preoccuparsi.
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